Calliandra

Calliandra pulcherrima, C. portoricensis, C. tweedii

  • Famiglia: Fabaceae
  • Fogliame: Sempreverde
  • Categoria: Alberi e arbusti
  • Consigliata per: Giardino
  • Temperatura min.: 5 | 10 °C
  • Altezza: 2,5 — 4 metri
  • Terriccio: Terriccio, Universale
  • Larghezza: 0,5 — 1 metri
  • Esposizione: Soleggiata
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Il genere Calliandra appartiene alle Fabaceae (Leguminose) e comprende arbusti sempreverdi di 2-4 m d’altezza, Le foglie sono bipennate, formate da 15-20 coppie di foglioline, simili a quelle della mimosa, ma più grandi. I fiori sono portati da capolini globosi che appaiono da aprile a luglio: sono rosso scuro e gialli in Calliandra haematocephala, verdi e bianchi in C. portoricensis. Calliandra tweedii è un arbusto o alberello d’origine brasiliana alto fino a 4-5 m che ama i luoghi caldi e le posizioni riparate: chiamata anche cespuglio di fuoco per i bei fiori globosi rossi a forma di piumino che appaiono in tarda primavera e a fine estate, presenta leggiadre chiome di foglioline dal colore verde chiaro, simili a quelle delle mimose.

Consigli di coltivazione

Tutte le calliandre non sono rustiche (sopportano una temperatura minima di 10 °C, non inferiore) e devono essere assolutamente protette con pacciamatura, teli o ricoverando il vaso (molto grande, min 50 cm di diametro) in veranda in inverno. Necessitano di terreno fertile e ben drenato, ed esposizione soleggiata. In piena terra richiedono suoli sabbiosi e ben drenati, anche poveri, dal pH acido o neutro; in vaso un terriccio ricco con l’aggiunta di sabbia. 

Da non dimenticare

Se l’ingombro diventasse eccessivo, possono essere potate leggermente alla fine dell’inverno.

Calliandra: come e quando irrigare

Anche se, generalmente, le specie di Calliandra tollerano la siccità, in estate gradiscono abbondanti e frequenti irrigazioni. Il suolo non deve mai rimanere fradicio a lungo, ma va bagnato non appena si asciuga. È bene ricordare che in estate il terreno si asciuga anche in un solo giorno e quindi è necessario prestare attenzione allo stato degli esemplari più giovani. In vaso, per quanto grande, il terriccio si asciugherà molto più in fretta e quindi va irrigato con maggiore frequenza.

Per irrigare la pianta con il tubo da irrigazione, sia in giardino che in terrazzo, è utile dotarlo di una pistola multifunzione (getto concentrato, aerato, nebulizzato o  doccia per scegliere l'idonea modalità di somministrazione dell'acqua). 

La scelta migliore rimane però un sistema a goccia, che consente di evitare gli sprechi idrici e calibrare la fornitura di acqua in base alle necessità. Se la pianta è in giardino si può utilizzare un sistema con gocciolatori, aspersori o micronebulizzatori, collegando l'impianto a un programmatore a una o due vie (che consente l'irrigazione su linee indipendenti, diversificandole per ritmi e quantità di acqua).

In terrazzo, se c'è un rubinetto o presa d'acqua si può installare un sistema con erogatori a goccia da collocare nei vasi, automatizzato da un programmatore, per un'irrigazione su misura e senza sprechi.

Se in terrazzo non c'è a disposizione un rubinetto, la scelta ideale è  il sistema di microirrigazione Claber Aqua-Magic System, collegabile al serbatoio Claber Aqua-Magic Tank che consente di irrigare anche senza collegare l'impianto al rubinetto. Il kit contiene la dotazione completa per irrigare 20 vasi e un programmatore di facilissimo impiego, alimentato con pannello fotovoltaico per ottenere energia dal sole: non serve collegarsi alla rete elettrica.

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