Camelia giapponese

Camellia japonica

  • Famiglia: Theaceae
  • Fogliame: Sempreverde
  • Categoria: Alberi e arbusti
  • Consigliata per: Giardino
  • Temperatura min.: -15 | -10 °C
  • Altezza: 2,5 — 4 metri
  • Terriccio: Argilla
  • Larghezza: 1,5 — 2,5 metri
  • Esposizione: Parzialmente ombreggiata , Ombreggiata
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Pianta di grande fascino ed eleganza, per il portamento, il fogliame lucido e la bellezza delle corolle che si schiudono precocemente in primavera. Arbusto o piccolo albero, molto longevo (fino a 200 anni) che può raggiungere 3 m d’altezza: naturalmente cespuglioso, può essere allevato ad albero togliendo i rami basali man mano che spuntano i germogli. Tronco e rami sono lisci, di colore scuro. Ha foglie persistenti, di forma ovale acuminate in punta, con lamina coriacea, lucida e di colore verde scuro. Da febbraio ad aprile si copre di grandi (dimensioni variabili da 7 a 14 cm) fiori, all’estremità dei rami, semplici, semidoppi, doppi o a forma di peonia a seconda delle varietà, di colore bianco, rosa o rosso, anche bicolori.

Consigli di coltivazione

Desidera l’ombra luminosa da aprile a settembre; può tollerare il mezzo sole unicamente nei restanti mesi. Resiste fino a –10 °C se si tratta di un esemplare già consolidato, in una posizione soleggiata d’inverno e riparata dai venti freddi. Le gelate e le piogge continue rovinano i boccioli, già ben presenti fin dall’autunno, penalizzando la fioritura; la neve brucia le foglie perenni, che rimangono compromesse sulla pianta. È assolutamente sconsigliabile la coltivazione in zone marittime, soprattutto se molto calde, afose ed esposte ai venti salmastri; predilige infatti i climi freschi e umidi. Le annaffiature sono indispensabili nei primi anni e soprattutto durante l’estate, con acqua decalcificata; il substrato deve rimanere sempre leggermente umido. Spargere un buon concime granulare per acidofile in maggio, settembre e dicembre. La potatura, se assolutamente indispensabile, si effettua subito dopo la fioritura.

Da non dimenticare

Se il terreno non è acido, al momento dell’impianto è bene creare una buca doppia del pane di terra, da riempire, oltre che con un buon drenaggio, con terriccio per acidofile.

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