Carciofo

Cynara cardunculus var. scolymus

  • Famiglia: Asteraceae
  • Fogliame: Deciduo
  • Categoria: Ortaggi
  • Consigliata per: Orto e Frutteto
  • Temperatura min.: -20 | -15 °C
  • Altezza: 1,5 — 2,5 metri
  • Terriccio: Terriccio, Bio per ortaggi
  • Larghezza: 1 — 1,5 metri
  • Esposizione: Soleggiata
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Il carciofo è il fiore di una pianta selezionata già in epoca Romana a partire dalla specie selvatica. Numerose sono le cultivar attualmente sul mercato. La scelta della varietà è basata sulla forma dei capolini, sulla spinosità, sul colore delle brattee e sull’epoca di raccolta. Tra le varietà inermi più note il Catanese, il Violetto di Sicilia, il Violetto di Brindisi e il Locale di Mola. Il carciofo Romanesco è una varietà pregiata, di grande taglia. Tra le cultivar spinose, diffusi sono lo Spinoso Sardo, lo Spinoso Ligure e il Violetto Spinoso di Palermo.

Consigli di coltivazione

Predilige climi temperati e asciutti e, nonostante si coltivi in tutta Italia, preferisce il Sud e le coste. Sono adatti terreni di medio impasto, ben dotati in silice o calcare, non freddi, drenati e permeabili. Gli impianti si effettuano tramite carducci o ovoli, o per seme. I carducci sono polloni che si sviluppano da gemme nella parte sotterranea del fusto. Si prelevano da piante di oltre un anno e devono presentare un buon numero di radici e 4-5 foglie ben sviluppate. Gli ovoli, rami quiescenti con gemme apicali e laterali situati nella parte sotterranea del fusto, sono carducci non ancora entrati in fase riproduttiva. Si utilizzano per carciofaie a raccolta autunno-invernale e primaverile. Si staccano dalla pianta madre tra giugno e agosto. La carciofaia va irrigata in abbondanza e tenuta libera dalle erbe infestanti.

Da non dimenticare

La "scarducciatura" è un’operazione di potatura indispensabile per liberare la pianta dai carducci in eccesso che potrebbero limitarne lo sviluppo vegetativo. Si esegue in autunno lasciando sulla pianta uno o due germogli.

Carciofo: come e quando irrigare

Il carciofo è tipicamente un ortaggio invernale, che entra in riposo nei mesi più caldi. L'irrigazione è tuttavia importante tutto l'anno, per mantenere la pianta fresca ed in salute, mentre è necessaria una buona irrigazione nel periodo appena precedente alla raccolta, soprattutto al Sud, che avviene in autunno.

Per irrigare l'orto con il tubo da irrigazione, sia in giardino che in terrazzo, è utile dotare il tubo di una pistola multifunzione con getto concentrato, aerato, nebulizzato o  doccia per scegliere l'idonea modalità di somministrazione dell'acqua. 

La scelta migliore rimane però un sistema a goccia, che consente di evitare gli sprechi idrici e calibrare la fornitura di acqua in base alle necessità e bagnando alla base o sul terreno, senza bagnare le foglie degli ortaggi. Si può utilizzare un sistema con gocciolatori, aspersori o micronebulizzatori, collegando l'impianto a un programmatore a una o due vie (che consente l'irrigazione su linee indipendenti, diversificandole per ritmi e quantità di acqua).

Per l'orto in terrazzo, se c'è un rubinetto o presa d'acqua si può installare un sistema con erogatori a goccia da collocare nei vasi, automatizzato da un programmatore, per un'irrigazione su misura e senza sprechi.

Se in terrazzo non c'è a disposizione un rubinetto, la scelta ideale per l'orto in vaso è  il sistema di microirrigazione Claber Aqua-Magic System, collegabile al serbatoio Claber Aqua-Magic Tank che consente di irrigare anche senza collegare l'impianto al rubinetto. Il kit contiene la dotazione completa per irrigare 20 vasi e un programmatore di facilissimo impiego, alimentato con pannello fotovoltaico per ottenere energia dal sole: non serve collegarsi alla rete elettrica.

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