Gerani: quella terribile farfallina

Ecco come proteggere le piante da un problema molto diffuso

Gerani: quella terribile farfallina
La scorsa estate attorno ai vostri gerani (pelargoni) svolazzavano parecchie farfalline grigiastre-marroncine? Le piante hanno smesso di fiorire e di produrre nuove foglie? I fusti presentavano piccoli fori? La colpa è del Cacyreus marshallii, un lepidottero africano che è diventato un vero e proprio flagello, in Italia.

In aprile le larve ibernate all’interno dei fusti di pelargoni si trasformano in farfalle, lunghe 2 cm circa, con ali all’esterno marroni e all’interno screziate di bianco, grigio e beige. Di giorno, nei luoghi più assolati, le farfalle volano a zig zag, cercando i pelargoni su cui deporre le minuscole uova, sulle foglie, sui germogli o sui boccioli.

Dopo una settimana dalle uova si schiude un bruco glabro di color verde geranio. Il mimetico parassita per circa una settimana si nutre mangiando i germogli o i boccioli; poi penetra nei fusti della pianta (lasciandovi piccoli fori) e in essi scava lunghe gallerie distruggendo i tessuti interni, che anneriscono.

Nelle gallerie la larva completa il ciclo, che dura in totale 60 giorni: tra la fine di maggio e la metà di giugno uscirà dai fusti di pelargoni (producendo un altro foro) la prima generazione di farfalle, che ricominceranno il ciclo.

In totale, se la stagione è calda, si possono avere tre generazioni di farfalle e relativi bruchi devastatori. Fra ottobre e novembre le ultime larve si ritirano nei fusti dove passeranno l’inverno.

Sui pelargoni i sintomi si notano a partire dalla metà di maggio. La fioritura si interrompe e sui boccioli si vede un forellino del diametro di 1 mm. Anche sui rami si vedono gli stessi fori e il tratto di fusto compreso fra due fori è vuoto, annerito e marcito.

Sopra questo fusto, verso l’alto, la pianta deperisce perché non ha più i tessuti conduttori dentro il fusto. Gli apici con i germogli anneriscono; le poche nuove foglie sono piccole e giallognole, spesso “rosicchiate” alla base.

Se non si interviene, il Cacyreus può distruggere una balconata di gerani in un mese: le piante si afflosciano e marciscono progressivamente.

Dalla metà di maggio in poi, osservate con regolarità i pelargoni, per eliminare le uova e i bruchi e tagliare i rami già forati o anneriti. Potete provare ad acchiappare le farfalle, ma non è facile perché volano a zig zag: bisogna essere molto rapidi!

In alternativa, questo è il momento per svolgere il trattamento a base di imidacloprid o fenitrotion, princìpi attivi che sembrano efficaci nel bloccare la schiusa delle uova e lo sfarfallamento del bruco. Ripetete l’irrorazione ogni 20 giorni, bagnando bene tutta la pianta oppure utilizzate le apposite pastiglie, che liberano i pelargoni dal Cacyreus per circa tre mesi.


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